bolle doppieDa un paio di anni si sente parlare di coding e della necessità di introdurlo a scuola. Ma di che si tratta? Ecco alcuni punti che possono chiarire le idee.

  1. Il coding a scuola non è solo o non è tanto – come comunemente viene inteso – programmazione (costruire, cioè, i programmi per il computer), ma piuttosto l’uso didattico di strumenti e metodi di programmazione visuale a blocchi per favorire lo sviluppo del pensiero computazionale nel modo più semplice ed intuitivo possibile.
  2. Il pensiero computazionale è la capacità di individuare un procedimento costruttivo, fatto di passi semplici e non ambigui, che porta alla soluzione di un problema complesso. Non riguarda tanto un problem solving da affrontare in prima persona, ma conduce a specificare procedure e istruzioni che un “esecutore” può eseguire autonomamente.
  3. Se il ragionamento algoritmico è un’abilità minima che chiunque dovrebbe poter sviluppare, allora è utile diffonderlo (ecco la ragione di una serie di campagne di alfabetizzazione a scopo divulgativo e motivazionale) e proporre di inserirlo a scuola perché la proposta sia per tutti.
  4. Essendo un metodo non gli va trovato uno spazio in una disciplina particolare o togliendo “qualcosa” dal “programma” di studi. Se si ritiene utile, ciascun insegnante può adottarlo strumentalmente per spiegare in maniera più semplice e rigorosa i passaggi di un ragionamento logico, per aiutare gli alunni a controllare alcuni procedimenti, per stimolarli alla correzione degli errori logico-procedurali e così via (a breve condivideremo i casi di studio dell’applicazione del pensiero computazionale alle varie discipline scolastiche frutto della scuola estiva di coding tenutasi ad Urbino a fine agosto 2016).
  5. Fare coding non vuol dire necessariamente usare il computer, anche se esso può facilitare la verifica della correttezza dell’istruzione o della procedura costruita. Fare coding non è, quindi, usare questo o quello strumento on line o unplugged, anche se alcuni strumenti esistenti ne facilitano l’acquisizione dei concetti di base.
  6. Attivarlo fin dai primi anni di scuola aiuta gli alunni a familiarizzare con tali procedure, ma il coding non ha età, e vi si può utilmente far ricorso ogni qual volta che il docente lo ritenga di aiuto.

 

Per approfondire:Roby

 

Alcuni strumenti per fare coding:

  • Programma il futuro: piattaforma italiana a cura di MIUR e CINI
  • code.org: la piattaforma americana su cui si basa quella italiana
  • Scratch: comunità per l’apprendimento creativo ideata dal MIT di Boston
  • Cody e Roby: set di carte per fare coding unplugged
  • Cody Way: kit per applicare il coding a un contesto reale (qui la presentazione)
  • Proposte per l’ora del codice “senza rete” o “online”.

 

Le iniziative di Istituto dell’a.s. 2017-2018

 

Le iniziative di Istituto dell’a.s. 2016-2017

 

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Le iniziative di Istituto dell’a.s. 2014-2015

  • Progetto “SmartCoding” promosso da Samsung
  • Formazione al coding per gli insegnanti della primaria